Come costituire una associazione culturale, sportiva o di promozione sociale

Costituire una associazione culturale è una cosa abbastanza semplice da fare. Lo stesso dicasi per costituire una associazione sportiva (ASD) oppure una associazione di promozione sociale (APS).

Costituire una associazione

Per costituire un’associazione basta che almeno tre persone si riuniscano e mettano per iscritto l’intensione di realizzare un’associazione di persone (atto costitutivo). Per la legge vigente, così come sancito dalla costituzione italiana, l’associazionismo è garantito a tutti i cittadini italiani.

Naturalmente una volta messo per iscritto il proposito occorre anche definire gli scopi sociali e gli obiettivi di questa aggregazione. L’insieme degli scopi e delle finalità dell’associazione, insieme ai regolamenti che gestiscono la vita associativa, vengono messi per iscritto nello statuto dell’associazione.

Una volta redatti, atto costitutivo e statuto, devono essere firmati da tutti i sottoscrittori che hanno dato vita al sodalizio. A questo punto l’associazione è a tutti gli effetti costituita.

Tuttavia la sua capacità d’azione è limitata in quanto priva di alcuni elementi fondamenti, in primis del codice fiscale necessario per poter effettuare qualsiasi movimentazione di denaro.  La richiesta del codice fiscale dell’associazione, che può essere fatto dal rappresentante legale presso l’agenzia delle entrate, ci permette una certa operatività.

Come costituire una associazione culturale

Se la nostra associazione si muove nel mondo del no-profit in quello che viene definito ambito culturale, allora appare evidente che dovrà avere nello statuto come obiettivo quello della promozione della cultura negli ambiti che desideriamo.

Una volta ottenuto il codice fiscale è opportuno procedere alla registrazione degli atti sottoscritti per avere la possibilità di operare in sinergia con le pubbliche istituzioni.

Se infatti vogliamo costituire una associazione culturale che nella sede legale possa fare attività o richiedere la somministrazione di bevande ed alimenti ai soci, la registrazione è indispensabile per procedere alla scia in comune.

Per alcune autorizzazioni, tra cui la somministrazione, sono previsti inoltre altri requisiti che si possono ottenere mediante l’affiliazione della nostra associazione presso un ente di promozione sociale riconosciuto a carattere nazionale.

La procedura per la costituzione di una APS è identica a quella delle associazioni culturali. Le differenze stanno nella normativa che le regolamenta. Infatti le APS sono regolamentate dalla legge 383/2000.

Come costituire una associazione sportiva dilettantistica

Come in tutte le associazioni, una volta che almeno tre persone condividono le stesse finalità e le mettono per iscritto, l’associazione è di fatto costituita.

Nel caso delle associazioni sportive dilettantistiche però, oltre alla registrazione degli atti, occorre essere riconosciuti dal massimo organismo sportivo ovvero il CONI.

Infatti molte delle agevolazioni previste dalla legge per le ASD dipendo dal riconoscimento da parte del CONI che avviene tramite iscrizione in determinate liste. L’iscrizione avviene tramite l’affiliazione dell’associazione ad una federazione sportiva, ad esempio quella della Pallavolo, o presso un ente di promozione sportivo riconosciuto, ad esempio lo CSEN.

Come creare un’ associazione culturale senza scopo di lucro

Creare un’ associazione culturale senza scopo di lucro è il primo passo da fare per impegnarsi attivamente nel settore del no profit. Infatti, per portare avanti un progetto culturale, occorre avere una determinata forma giuridica riconosciuta dalla normativa vigente.

Come creare un’ associazione culturale

Per costituire una associazione culturale senza scopo di lucro occorre essere almeno in tre persone. Infatti 3 persone possono dare vita ad una associazione che, tramite un verbale di costituzione, chiamato atto costitutivo, conferma la loro esistenza. Naturalmente per poter agire occorre fare altri passi tra cui quello della registrazione.

La registrazione della vostra associazione può avvenire presso un notaio o, se volete risparmiare, presso l’ufficio delle entrate. Per la registrazione della vostra associazione culturale il presidente, o un delegato, deve recarsi presso l’ufficio delle entrate per farsi rilasciare il codice fiscale per associazioni.

Ottenuto il CF potete pagare la tassa di registrazione (200 euro) e recarvi nuovamente presso l’ufficio. Oltre all’atto costitutivo e al versamento dovete portare lo statuto della vostra associazione e 1 marca da bollo per ogni 100 righe (in duplice copia).

A questo punto la vostra associazione culturale senza scopo di lucro è costituita, munita di codice fiscale e registrata.

Associazione culturale: cosa può fare?

Una volta vostra associazione culturale è stata registrata potete fare davvero tantissime attività che possono spaziare dall’organizzazione di concorsi, mostre, fiere, sagre oppure gestire un circolo culturale ricreativo nel quale mangiare, bere e fare musica.

Naturalmente per ogni tipo di attività occorrono anche altre autorizzazioni legate all’immobile destinato allo scopo.

Se ad esempio desiderate che nella vostra associazione culturale vengano fatti dei concerti di musica rock è indispensabile che il locale abbia i requisiti in materia di sorvegliabilità e i certificati di impatto acustico ambientale.

Qualora vogliate fare un circolo ricreativo nel quale aprire un piccolo bar sociale è indispensabile avere i requisiti igienico sanitari tra cui almeno un bagno ad handicap.

Se amate discipline come yoga, pilates, kinesiologiashiatsu e naturopatia potete aprire una associazione olistica.

Inoltre dovete verificare se per il tipo di attività da svolgere necessita di particolari requisiti cui accedere tramite affiliazione presso un ente riconosciuto.

Adesso che sapete come creare un’ associazione culturale senza scopo di lucro non vi resta che mettervi in marcia per il raggiungimento dei fini che vi siete prefissati. In bocca al lupo!

Come aprire un circolo enogastronomico in modo facile

Una delle domande che molti lettori ci fanno ultimamente riguarda la possibilità di aprire un circolo enogastronomico dove è possibile somministrare alimenti e bevande ai soci. E la domanda più gettonata è la seguente: mi serve una licenza per aprire una associazione enogastronomica che funzioni come un ristorante?

La risposta è semplice. No, anche perché un circolo non è un ristorante. Un circolo privato è una associazione che promuove attività di valenza sociale, ricreativa o culturale. Quindi la somministrazione, a cui possono accedere solo i soci tesserati, è una attività complementare e non quella principale.

Come aprire un circolo enogastronomico

Per aprire un circolo enogastronomico occorre seguire le procedura standard di tutte le associazioni no profit.

Quindi per prima cosa occorre determinare lo scopo del circolo, specificarne la sua attività principale e costituire una associazione con almeno tre persone.

A questo punto occorre redigere un Atto costitutivo e uno Statuto che vanno necessariamente registrati presso un notaio o l’ufficio delle entrate.

Successivamente è necessario capire quali requisiti e autorizzazioni necessita il nostro circolo enogastronomico.

Prima di tutto occorre che i locali destinati alla somministrazione rispettino le norme igienico sanitarie richieste dall’ASL. Quindi bagni a norma handicap, impianto di riscaldamento, presenza di acqua calda e tutto ciò che serve per la preparazione di alimenti.

Se i locali sono a norma l’ASL darà parere favorevole.

A questo punto occorre affiliarsi a un ente di promozione riconosciuto da Ministero dell’Interno che vi rilascia il nulla osta per la somministrazione.

Quando avete tutto potete andare in comune e fare la segnalazione certificata inizio attività (SCIA).

Affiliazione circolo enogastronomico

Grazie all’affiliazione presso un ente riconosciuto avrete anche le agevolazioni previste dalla legge 383/2000 in termini di defiscalizzazione. Importante è che tenete a mente che il vostro circolo enogastronomico non è un ristorante pubblico.

Quindi niente insegna che lascia dedurre che all’interno ci sia la somministrazione di alimenti, niente pubblicità ed ingressi indiscriminati.

Tutti gli avventori al circolo devono essere stati tesserati con un certo anticipo, devono essere iscritti nel libro soci e quando si trovano nel circolo devo avere con loro sempre la tessera associativa che vi ha dato l’ente al quale siete affiliati.

Se non rispettate questi passi la possibilità di perdere i benefici delle associazioni sono notevoli, con multe salate e chiusura del circolo. Leggete il nostro approfondimento per sapere come affiliare un circolo ricreativo o enogastronomico.

Affiliazione circolo ricreativo

Capita spesso che un gruppo di amici decidono di costituire un Circolo ricreativo, ovvero un’associazione senza fini di lucro, per riunirsi dove condividere i propri interessi e passare il tempo libero.

Senza dubbio la caratteristica principale di un Circolo ricreativo è la socializzazione tra le persone iscritte ed favorita da alcune leggi che permettono di somministrare alimenti e bevande ai propri soci.

Affiliazione circolo ricreativo

Naturalmente, per poter usufruire delle leggi che permettono ai circoli di poter usufruire di tali vantaggi, occorre che gli stessi rispettino alcuni requisiti imprescindibili.

Il primo è quello relativo alla costituzione dello stesso. Per costituire un Circolo ricreativo bisogna seguire la modalità previste per le normali associazioni senza scopo di lucro.

Quindi stesura dell’atto costitutivo e dello statuto, registrazione presso un notaio o ufficio delle entrate, invio del modello EAS ed avere i locali a norma per la somministrazione.

Una volta che il tutto è sistemato occorre una Affiliazione circolo ricreativo. Cosa significa?

Per poter somministrare bevande ed alimenti occorre chiedere la somministrazione in deroga al comune ove è situata la vostra associazione. A tal fine il comune vi chiederà a quale ente con fini assistenziali siete affiliati. Se volere affiliarvi ad un’ente basta fare richiesta scritta, pagare la quota annuale di affiliazione prevista ed utilizzare le tessere che l’ente vi fornirà.

A questo punto tutti i vostro soci avranno la tessera rilasciata dall’ente a cui vi siete affiliati ed il vostro circolo ricreativo sarà autorizzato a somministrare ad essi.

Posso non affiliarmi?

La legge prevede che i circoli ricreativi possano non essere affiliati ad un ente riconosciuto, tuttavia i vantaggi risultano minimi rispetto ad essere affiliati.

Il motivo è semplice. Tramite l’affiliazione, il circolo affiliato, ha diritto immediatamente a godere dei vantaggi fiscali ed autorizzativi dell’ente principale. In caso contrario dovreste ottenerli da soli e spesso passano alcuni anni.

Presso quale ente affiliarmi?

In Italia sono presenti numerosi enti attraverso i quali è possibile affiliare il vostro circolo ricreativo. Non esiste un ente perfetto per tutte le situazioni. Spesso quelli più conosciuti sono quelli che, a parte la capillarità sul territorio, forniscono meno servizi. Infatti visto che hanno molte associazioni affiliate sul territorio, spesso seguono quelle più grosse o affiliate da maggior tempo.

Se state costituendo un nuovo circolo culturale è meglio affiliarvi ad enti più piccoli che magari possono seguirvi meglio nelle fasi iniziali. Inoltre gli enti più piccoli propongono tariffe di affiliazione e costi per le tessere a prezzi inferiori.

Da una nostra analisi possiamo indicarvi i seguenti enti:

AICS – per che non necessitano di grande supporto. Il costo di affiliazione è contenuto mentre le tessere non sono economiche. Affiliazione indicata anche per circoli che praticano attività in favore dei migranti o di tipo sportivo.

ARCI – per circoli di matrice comunista. Particolarmente adatto per i circoli gay e lesbo, risulta perfetto per le associazioni culturalmente orientate a sinistra. L’ARCI è sempre in prima linea nella lotta per i diritti LGBT ed in quelle dei migranti.

CSEN – per circoli che hanno una base sportiva. Lo CSEN organizza sia eventi sportivi che destinati ai circoli ricreativi. Adatto per circoli di media grandezza che non necessitano di grande supporto.

ENACper circoli in fase di costituzione o di piccole dimensioni. ENAC fornisce un supporto tramite operatore che vi guida dalla costituzione del circolo all’ottenimento dei permessi necessari. Indicato per i circoli che promuovono attività di tipo enogastronomico.

FITA – per circoli che fanno attività di tipo teatrale. Perfetto che coloro che all’interno del circolo ricreativo intendono svolgere attività di tipo teatrale o cinematografico.

ANCESCAO – per circoli anziani. Se il circolo è frequentato principalmente da anziani sicuramente l’ente più idoneo è l’ANCESCAO.

Per fare una Affiliazione circolo ricreativo basta contattare l’ente che preferite. Se volete scoprire i vantaggi di essere affiliati ad un ente riconosciuto dal ministero degli interni potete leggere il nostro approfondimento.

Affiliazione associazione di promozione sociale: i vantaggi

In questi ultimi anni si sta avendo un boom delle associazioni di promozione sociale nate per svariati scopi sociali. Molte vengono realizzate per dare risposte concrete alla mancanza di punti di aggregazione o per finalità diverse, in primiss di tipo sportivo e culturale.

Affiliarsi presso una associazione di promozione sociale garantisce molti vantaggi: vediamo quali sono!

Affiliazione associazione di promozione sociale

Per un’associazione, sia di tipo sportivo che un circolo culturale, affiliarsi presso un’associazione di promozione sociale riconosciuta a livello nazionale garantisce una serie di vantaggi di indubbio valore che vanno dalle agevolazioni previste dalle convenzioni commerciali e sportive stipulate dall’APS a quelle fiscali e tributarie previste dalla legge.

Inoltre i circoli privati, grazie all’affiliazione, hanno la possibilità di ottenere la somministrazione in deroga a favore dei soli soci all’interno dell’associazione.

Le associazioni sportive o culturali che desiderano affiliarsi ad una APS devono farne richiesta dopo aver condiviso le finalità specifiche. In caso venga accettata la richiesta di affiliazione si dovrà versare una quota annuale di affiliazione e successivamente acquistare le tessere che poi verranno rivendute ai propri iscritti.

Tutte le associazioni, le società sportive ed i circoli che intendono affiliarsi presso un’associazione di promozione sociale dovranno consegnare all’Ente affiliatore una copia della seguente documentazione:

  • Atto costitutivo
  • Statuto
  • Codice fiscale/partita iva
  • Codice fiscale del presidente

I vantaggi di affiliarsi

Questi i principali vantaggi derivanti dall’affiliarsi presso un’associazione di promozione sociale:

  • Esenzione fiscale per le attività sportive, sociali o ricreative svolte verso i tesserati (art. 148 del TUIR comma 3 e circ. Min. Finanze 124/e/98).
  • Possibilità per associazioni e circoli di somministrare alimenti e bevande alcoliche, in deroga ai piani comunali.
  • Esenzione fiscale bar sociale (art. 148 del TUIR comma 5 e circ. Min. Finanze 124/e/98) per associazioni regolarmente costituite.
  • Esenzione del pagamento dell’imposta sugli intrattenimenti sulle quote ed i contributi associativi (legge 383/2000).
  • Assicurazioni a prezzi ridotti grazie alle convenzioni stipulate
  • Convenzione SIAE per sconti su diritti musicali
  • Esenzione dell’imposta sulle insegne
  • Corsia preferenziale per gli affidamenti in gestione degli impianti pubblici e delle palestre, aree di gioco ed impianti sportivi scolastici (legge 289/2002, art. 90 commi 25 e 26).
  • Riduzione della tassa sui rifiuti
  • Esenzione dall’imposta dei rimborsi per le spese effettuate dai tesserati in nome e per conto delle associazioni.
  • Agevolazioni del credito sportivo per acquisizione, costruzione o ristrutturazione di centri sportivi. Esenzione delle imposte sui proventi derivanti da prestazioni di servizi e cessioni dei beni effettuate a favore dei familiari conviventi dei tesserati associati (legge 383/2000).

Affiliazione

Affiliarsi ad un ente di promozione sociale è indispensabile per coloro che, per diversi motivi, si trovano a dover effettuare una movimentazione di denaro.

Ci sono molti enti che forniscono supporto in base alle necessità di ogni singola associazione. Tuttivia occorre fare una differenza tra le associazioni costituite da tempo e quelle in fase di costituzione.

Queste ultime infatti necessitano di essere aiutate e seguite, sopratutto nella fase iniziale, in modo da evitare di spendere denaro superfluo in documenti inutili o stilati malamente.

Tra le associazioni di promozione sociale che supportano maggiormente le associazioni in fase di prima costituzione abbiamo ENAC – Ente nazionale attività culturali che, in accordo con Turisport, forisce un notevole supporto. Affiliarsi ad ENAC permette di essere seguiti in tutte le fasi che vanno dalla realizzazione dell’atto costitutivo alla richiesta della somministrazione per i soci fino alla richiesta di eventuali fondi regionali e provinciali destinati alle associazioni.

Migliori EPS

Analizzando alcuni fattori come il servizio di assistenza, i costi, la capillarità ecc. possiamo indicarvi, tra i migliori EPS, i seguenti:

AICS – nel caso in cui non abbiate bisogno di grande supporto. Costi di affiliazione sono nella media, le tessere piuttosto care. Affiliazione indicata per ASD.

ARCI – per circoli di ispirazione comunista. Perfetta per associazioni gay e lesbo. ARCI opera infatti nella lotta per i diritti LGBT ed in quelle dei migranti.

CSEN – ideale per ASD. Il costo di affiliazione allo CSEN è contenuto così come le tessere.

ENAC – ideale per circoli in fase di costituzione in quanto fornisce un ottimo servizio di asistenza.  Indicato per i circoli enogastronomici, olistici e musicali.

FITA – adatto per circoli di tipo teatrale. Se desiderate svolgere attività di tipo teatrale o cinematografico è senza dubbio quello più adatto a voi.

ANCESCAO – ideale per circoli anziani. Se il circolo è frequentato principalmente da anziani vi consigliamo di affiliarvi a questo ente.

Se invece siete una associazione di lungo corso potete scegliere l’ente di promozione più adatto a voi in base alla collocazione ideologica, alle campagne sociali che svolgono, alla organizzazione di eventi per voi interessanti o semplicemente in quanto più economico.

Ecco l’elenco aggiornato delle associazioni di promozione sociale riconosciute dal ministero degli interni.

Commercio estero, crolla l’export extra Ue – 5,2%

Secondo i recenti dati Istat le esportazioni verso i paesi extraeuropei hanno subito un pesante crollo, precisamente un calo del 5,2% su base annua. Questi dati riguardano tutti i principali settori del commercio estero ed in modo più netto nel campo dell’energia (-42,6%).

Commercio estero, export extra Ue – 5,2%

Da notare in particolare il calo delle vendite di beni verso la Russia (-0,9%), causato anche dal protrarsi della scellerata politica delle sanzioni, il tutto a grande vantaggio degli Stati Uniti che infatti registrano un incremento delle esportazioni che gli fa segnare un +11,3%.

Tra le poche note positive un aumento delle vendite di beni verso il Giappone (+9,5%), mentre i segni negativi nelle esportazioni sono pesantissimi nelle aree Mercosur (-28,2%), Opec (-21,6%), Turchia (-11%) e Asean (-8%).

Il calo delle vendite che si è registrato verso i paesi extra Ue risulta causato dalla riduzione delle esportazioni dei beni di consumo(-6,1%) e dai prodotti intermedi (-2,7%).

La situazione per le aziende esportatrici diventa pertanto sempre più insostenibile in quanto, ad una pressione fiscale che non ha eguali in nessuna parte del mondo, non vi è alcun supporto da parte dello stato nè in materia di agevolazioni fiscali nè in politiche di difesa e tutela dei prodotti realizzati in Italia.

Anzi, è proprio il governo italiano presieduto da Renzi, sulla falsa riga di quelli precedenti, a danneggiare le nostre aziende con una politica estera scellerata e senza alcuna strategia economico-politica.

Continuare il braccio di ferro con la Russia solo per fare un favore agli USA è uno sbaglio gravissimo che continua a danneggiare pesantemente la nostra economia.

E’ indispensabile ritornare ad avere una politica estera degna di tal nome capace di fare scelte totalmente opposte a qualle di questi ultimi anni.

Occorre smettere di guardare solo la Cina come possibile partner commerciale ed eliminare velocemente le sanzioni alla Russia, rinegoziare i parametri imposti dall’UE che stanno stritolando le nostre aziende e rivitalizzare queste ultime con una politica di rilancio da attuarsi a mezzo di riduzioni fiscali per coloro che continuano a produrre in Italia e contribuiscono a far crescere il nostro paese.

Pensioni, ci fanno pagare per andare in pensione

 

Non sanno davvero cosa inventarsi per recuperare soldi  e l’ultima proposta fatta dal presidente dell’Inps Tito Boeri, quella di far pagare chi vuole andare in pensione o perlomeno chi decide di anticipare di tre anni la fine del lavoro e godersi la pensione, rasenta i limiti della follia.

Prima che l’Italia fosse governata dai nuovi cervelloni, il prepensionamento era uno strumento in grado di garantire il ricambio generazionale ed inserire nel mondo del lavoro i giovani appena usciti da scuola. Oggi si rimane giovani anche a 40 anni ma spesso senza un euro di contributo versato!

Pagare per andare in pensione

Il governo Renzi sembra sempre più orientato in questa direzione. Il presidente dell’Inps Tito Boeri ha suggerito di ridurre l’assegno del 3% all’anno a tutti coloro che decidono di per anticipare di 3 anni la richiesta di pensione.

Una sorta di tassa occulta imposta a chi vuole dare spazio ai giovani. Questo sicuramente inciderà,  non poco, sulla decisione di anticipare la fine del periodo lavorativo, creando una una situazione paradossale che tiene sul posto di lavoro persone anziane e stanche ementre lascia per strada i giovani con tante energie e voglia di lavorare.

In questo momento di blocco delle assunzioni, di quelle vere, occorrono strumenti nuovi e risposte concrete per evitare che i giovani abbandonino il nostro paese o, nel peggiore dei casi, finiscano nelle grinfie della malavita organizzata che con il passar del tempo ha sempre carne fresca da inserire nelle sue file.

Ma questo era il modo di fare dei nostri nonni, adesso a guidare il paese ci sono i giovani… figli di papa!

Controllo bollo auto, come verificare se il bollo è pagato

Controllo bollo auto

Quando acquistiamo una vettura usata, a parte controllare che la revisione in ordine, occorre verificare anche se il bollo auto è stato pagato, in modo da evitare di pagarlo due volte o non pagarlo e poi dover pagare anche la mora per il ritardo.

Potete fare un controllo bollo auto direttamente online senza necessità di recarvi presso gli sportelli, in questo modo evitate file inutili e perdite di tempo.

Ricordate che le scadenze per i pagamenti del pagamento bollo auto, sono tutti gli anni entro fine gennaio. In caso di pagamento con ritardo vengono applicate delle more progressive in base al ritardo.

Come verificare se il bollo è stato pagato

Per verificare se il pagamento del bollo auto è regolare, puoi utilizzare due siti internet ufficiali: quello dell’ Agenzia delle Entrate oppure quello dell’ ACI. Su questi due portali avete la possibilità in modo del tutto gratuita di controllare lo stato dei pagamenti e anche, se non risulta pagato, procedere alla regolarizzazione direttamente online oppure recandovi presso uno sportello.

Potete fare il controllo bollo auto attraverso il sito ufficiale dell’Agenzia delle entrate semplicemente inserendo la regione di residenza, la categoria del mezzo, la targa e l’anno in cui siamo interessati alla verifica.

Per verificare se il bollo è stato pagato potete collegarvi con l’Agenzia delle Entrate mediante questo link.

Il servizio di verifica è totalmente gratuito ma purtroppo è disponibile solo per le regioni: Marche, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia e Valle D’Aosta.

Per fare il controllo bollo auto in tutte le altre regioni potete utilizzare il sito dell’ACI attraverso questo link.

Per utilizzare il modulo online basta compilare il riquadro con i “Dati del veicolo e dell’intestatario” e in pochi secondi potete verificare se tutti i pagamenti sono stati effettuati correttamente.

Nel caso in cui non lo fossero potete regolarizzare il pagamento direttamente sul sito dell’ACI. Considerate che per i soci ACI non ci sono spese da pagare (solo per pagamenti effettuati con carta di credito) mentre i non soci ACI hanno un costo aggiuntivo dell’1,2% sul totale. Per diventare soci occorre registrarsi sul sito ACI.