Come utilizzare i social media per trovare lavoro

Se pensi di utilizzare i social media per trovare lavoro ma nella prima foto che si vede sei magari taggato in un addio al celibato…allora parti male!

Per trovare lavoro tramite i social media occorre essere vigili sui tuoi profili, specialmente quelli che usi personalmente, come Facebook, Instagram o Twitter. Infatti  è risaputo che i potenziali datori di lavoro li esaminano durante il processo di assunzione.

Le statistiche mostrano che il 67% dei responsabili delle assunzioni utilizza Facebook per raccogliere informazioni sui candidati. Se usi un linguaggio volgare, scrivi con un grammatica piena di errori, condividi foto di droghe illegali, mostri comportamenti violenti o ti schieri politicamente, devi sapere che queste sono tutte ragioni per cui i potenziali datori di lavoro riconsiderano la tua candidatura.

Utilizzare i social media per trovare lavoro

E’ importante evitare di postare foto e informazioni sulle tue pagine social che possono crearti problemi o imbarazzo.

Concentrati sulle tue foto

Durante la ricerca di un lavoro, prova ad essere coerente con quello in cui di proponi di fare e carica un’immagine del profilo appropriata sui profili dei social media. Evita loghi o vignette. L’immagine che hai attualmente su Facebook, Twitter o Instagram può essere vista dal tuo futuro datore di lavoro, quindi è importante utilizzare un’immagine del profilo appropriata.

Guarda le impostazioni sulla privacy

Non c’è nulla come la privacy totale quando si parla di social media. Ricorda che è un processo comune per i reclutatori fare una rapida ricerca dei profili dei social media e anche se i tuoi profili sono privati, la tua immagine del profilo può ancora essere vista dal pubblico. Per evitare che i tuoi pensieri privati ​​diventino pubblici, devi dedicare del tempo a imparare come gestire le tue altre impostazioni sulla privacy.

Fai in modo che Twitter lavori per te

Condividere le tue passioni sui tuoi profili social, può essere un’arma a tuo favore. La tua biografia su Twitter dovrebbe riflettere il ruolo che stai cercando. Se possiedi un sito personale, allora è arrivato il momento di collegarlo.

Condividi notizie e tendenze del settore

Si consiglia di pubblicare articoli sugli hobby o notizie che suscitano il tuo interesse. Puoi farlo nelle tue pagine di LinkedIn, Twitter e Facebook. Questo consente al gestore delle assunzioni di vedere i tuoi interessi mentre ti permette di mantenere un’immagine professionale sulle tue piattaforme di social media.

Mostra foto del tuo lavoro dietro le quinte

Visto che Instagram è spesso un posto divertente dove condividere foto di famiglia ed è possibile mostrare anche foto del lavoro dietro le quinte e progetti su cui hai lavorato. Inserisci su Instagram foto che mostrano i tuoi hobby personali, che si tratti di cibo, famiglia, golf o cultura.

Non essere robotico

Quando le persone pubblicano aggiornamenti professionali al 100%, anche su Facebook, possono sembrare robot, quindi finti. Ricordate pertanto che prima di tutto dovete essere naturali.

Usa la regola del Cinque a uno

Dai un’occhiata ai feed di Twitter di qualcuno e pensi che si tratti di una serie di annunci promozionali? Sicuramente non desideri essere eccessivamente promozionale sulle tue pagine. Le persone di maggior successo sui social media sono quelle che hanno imparato l’equilibrio a mostrare il personale e il professionale.

Usa i social media a tuo vantaggio

Soprattutto, i social media sono un potente veicolo in cui è possibile creare la propria immagine in modo professionale. Sì, può essere dannoso se usato male, ma i tuoi profili creano anche opportunità per brillare e farti trovare un nuovo lavoro. Usali bene!

Piaccia o no, i datori di lavoro useranno le tue piattaforme di social media per controllare il tuo aspetto online prima di prendere in considerazione i prossimi passi. Quindi resta naturale ma professionale, serio ma allegro! Solo in questo modo potrai utilizzare i social media per trovare lavoro in modo appropriato.

 

Come creare un’ associazione culturale senza scopo di lucro

Creare un’ associazione culturale senza scopo di lucro è il primo passo da fare per impegnarsi attivamente nel settore del no profit. Infatti, per portare avanti un progetto culturale, occorre avere una determinata forma giuridica riconosciuta dalla normativa vigente.

Come creare un’ associazione culturale

Per costituire una associazione culturale senza scopo di lucro occorre essere almeno in tre persone. Infatti 3 persone possono dare vita ad una associazione che, tramite un verbale di costituzione, chiamato atto costitutivo, conferma la loro esistenza. Naturalmente per poter agire occorre fare altri passi tra cui quello della registrazione.

La registrazione della vostra associazione può avvenire presso un notaio o, se volete risparmiare, presso l’ufficio delle entrate. Per la registrazione della vostra associazione culturale il presidente, o un delegato, deve recarsi presso l’ufficio delle entrate per farsi rilasciare il codice fiscale per associazioni.

Ottenuto il CF potete pagare la tassa di registrazione (200 euro) e recarvi nuovamente presso l’ufficio. Oltre all’atto costitutivo e al versamento dovete portare lo statuto della vostra associazione e 1 marca da bollo per ogni 100 righe (in duplice copia).

A questo punto la vostra associazione culturale senza scopo di lucro è costituita, munita di codice fiscale e registrata.

Associazione culturale: cosa può fare?

Una volta vostra associazione culturale è stata registrata potete fare davvero tantissime attività che possono spaziare dall’organizzazione di concorsi, mostre, fiere, sagre oppure gestire un circolo culturale ricreativo nel quale mangiare, bere e fare musica.

Naturalmente per ogni tipo di attività occorrono anche altre autorizzazioni legate all’immobile destinato allo scopo.

Se ad esempio desiderate che nella vostra associazione culturale vengano fatti dei concerti di musica rock è indispensabile che il locale abbia i requisiti in materia di sorvegliabilità e i certificati di impatto acustico ambientale.

Qualora vogliate fare un circolo ricreativo nel quale aprire un piccolo bar sociale è indispensabile avere i requisiti igienico sanitari tra cui almeno un bagno ad handicap.

Se amate discipline come yoga, pilates, kinesiologiashiatsu e naturopatia potete aprire una associazione olistica.

Inoltre dovete verificare se per il tipo di attività da svolgere necessita di particolari requisiti cui accedere tramite affiliazione presso un ente riconosciuto.

Adesso che sapete come creare un’ associazione culturale senza scopo di lucro non vi resta che mettervi in marcia per il raggiungimento dei fini che vi siete prefissati. In bocca al lupo!

Come aprire un circolo enogastronomico in modo facile

Una delle domande che molti lettori ci fanno ultimamente riguarda la possibilità di aprire un circolo enogastronomico dove è possibile somministrare alimenti e bevande ai soci. E la domanda più gettonata è la seguente: mi serve una licenza per aprire una associazione enogastronomica che funzioni come un ristorante?

La risposta è semplice. No, anche perché un circolo non è un ristorante. Un circolo privato è una associazione che promuove attività di valenza sociale, ricreativa o culturale. Quindi la somministrazione, a cui possono accedere solo i soci tesserati, è una attività complementare e non quella principale.

Come aprire un circolo enogastronomico

Per aprire un circolo enogastronomico occorre seguire le procedura standard di tutte le associazioni no profit.

Quindi per prima cosa occorre determinare lo scopo del circolo, specificarne la sua attività principale e costituire una associazione con almeno tre persone.

A questo punto occorre redigere un Atto costitutivo e uno Statuto che vanno necessariamente registrati presso un notaio o l’ufficio delle entrate.

Successivamente è necessario capire quali requisiti e autorizzazioni necessita il nostro circolo enogastronomico.

Prima di tutto occorre che i locali destinati alla somministrazione rispettino le norme igienico sanitarie richieste dall’ASL. Quindi bagni a norma handicap, impianto di riscaldamento, presenza di acqua calda e tutto ciò che serve per la preparazione di alimenti.

Se i locali sono a norma l’ASL darà parere favorevole.

A questo punto occorre affiliarsi a un ente di promozione riconosciuto da Ministero dell’Interno che vi rilascia il nulla osta per la somministrazione.

Quando avete tutto potete andare in comune e fare la segnalazione certificata inizio attività (SCIA).

Affiliazione circolo enogastronomico

Grazie all’affiliazione presso un ente riconosciuto avrete anche le agevolazioni previste dalla legge 383/2000 in termini di defiscalizzazione. Importante è che tenete a mente che il vostro circolo enogastronomico non è un ristorante pubblico.

Quindi niente insegna che lascia dedurre che all’interno ci sia la somministrazione di alimenti, niente pubblicità ed ingressi indiscriminati.

Tutti gli avventori al circolo devono essere stati tesserati con un certo anticipo, devono essere iscritti nel libro soci e quando si trovano nel circolo devo avere con loro sempre la tessera associativa che vi ha dato l’ente al quale siete affiliati.

Se non rispettate questi passi la possibilità di perdere i benefici delle associazioni sono notevoli, con multe salate e chiusura del circolo. Leggete il nostro approfondimento per sapere come affiliare un circolo ricreativo o enogastronomico.

Affiliazione circolo ricreativo

Capita spesso che un gruppo di amici decidono di costituire un Circolo ricreativo, ovvero un’associazione senza fini di lucro, per riunirsi dove condividere i propri interessi e passare il tempo libero.

Senza dubbio la caratteristica principale di un Circolo ricreativo è la socializzazione tra le persone iscritte ed favorita da alcune leggi che permettono di somministrare alimenti e bevande ai propri soci.

Affiliazione circolo ricreativo

Naturalmente, per poter usufruire delle leggi che permettono ai circoli di poter usufruire di tali vantaggi, occorre che gli stessi rispettino alcuni requisiti imprescindibili.

Il primo è quello relativo alla costituzione dello stesso. Per costituire un Circolo ricreativo bisogna seguire la modalità previste per le normali associazioni senza scopo di lucro.

Quindi stesura dell’atto costitutivo e dello statuto, registrazione presso un notaio o ufficio delle entrate, invio del modello EAS ed avere i locali a norma per la somministrazione.

Una volta che il tutto è sistemato occorre una Affiliazione circolo ricreativo. Cosa significa?

Per poter somministrare bevande ed alimenti occorre chiedere la somministrazione in deroga al comune ove è situata la vostra associazione. A tal fine il comune vi chiederà a quale ente con fini assistenziali siete affiliati. Se volere affiliarvi ad un’ente basta fare richiesta scritta, pagare la quota annuale di affiliazione prevista ed utilizzare le tessere che l’ente vi fornirà.

A questo punto tutti i vostro soci avranno la tessera rilasciata dall’ente a cui vi siete affiliati ed il vostro circolo ricreativo sarà autorizzato a somministrare ad essi.

Posso non affiliarmi?

La legge prevede che i circoli ricreativi possano non essere affiliati ad un ente riconosciuto, tuttavia i vantaggi risultano minimi rispetto ad essere affiliati.

Il motivo è semplice. Tramite l’affiliazione, il circolo affiliato, ha diritto immediatamente a godere dei vantaggi fiscali ed autorizzativi dell’ente principale. In caso contrario dovreste ottenerli da soli e spesso passano alcuni anni.

Presso quale ente affiliarmi?

In Italia sono presenti numerosi enti attraverso i quali è possibile affiliare il vostro circolo ricreativo. Non esiste un ente perfetto per tutte le situazioni. Spesso quelli più conosciuti sono quelli che, a parte la capillarità sul territorio, forniscono meno servizi. Infatti visto che hanno molte associazioni affiliate sul territorio, spesso seguono quelle più grosse o affiliate da maggior tempo.

Se state costituendo un nuovo circolo culturale è meglio affiliarvi ad enti più piccoli che magari possono seguirvi meglio nelle fasi iniziali. Inoltre gli enti più piccoli propongono tariffe di affiliazione e costi per le tessere a prezzi inferiori.

Da una nostra analisi possiamo indicarvi i seguenti enti:

AICS – per che non necessitano di grande supporto. Il costo di affiliazione è contenuto mentre le tessere non sono economiche. Affiliazione indicata anche per circoli che praticano attività in favore dei migranti o di tipo sportivo.

ARCI – per circoli di matrice comunista. Particolarmente adatto per i circoli gay e lesbo, risulta perfetto per le associazioni culturalmente orientate a sinistra. L’ARCI è sempre in prima linea nella lotta per i diritti LGBT ed in quelle dei migranti.

CSEN – per circoli che hanno una base sportiva. Lo CSEN organizza sia eventi sportivi che destinati ai circoli ricreativi. Adatto per circoli di media grandezza che non necessitano di grande supporto.

ENACper circoli in fase di costituzione o di piccole dimensioni. ENAC fornisce un supporto tramite operatore che vi guida dalla costituzione del circolo all’ottenimento dei permessi necessari. Indicato per i circoli che promuovono attività di tipo enogastronomico.

FITA – per circoli che fanno attività di tipo teatrale. Perfetto che coloro che all’interno del circolo ricreativo intendono svolgere attività di tipo teatrale o cinematografico.

ANCESCAO – per circoli anziani. Se il circolo è frequentato principalmente da anziani sicuramente l’ente più idoneo è l’ANCESCAO.

Per fare una Affiliazione circolo ricreativo basta contattare l’ente che preferite. Se volete scoprire i vantaggi di essere affiliati ad un ente riconosciuto dal ministero degli interni potete leggere il nostro approfondimento.

3 Semplici Consigli per Trovare Lavoro a Natale

Sugli scaffali dei negozi ci sono ormai luminarie, dolci e carta da regalo. Sei rimasto un po’ disorientato da questo improvviso cambiamento? Tranquillo: è il Natale che sta arrivando.

Aspettati quindi un crescendo di canzoni a tema, luci colorate, buoni sentimenti e … lavoro! “Come lavoro?” ti starai chiedendo. Nessun errore, è esattamente quello che intendo.

Consigli per Trovare Lavoro a Natale

Tutti escono, vanno per negozi, cercano regali, spendono e comprano. Una prima conseguenza è l’aumento della fila che bisogna fare per ogni minimo acquisto…ma dalla prospettiva di chi sta cercando un lavoro, si apre un periodo costellato da un’incredibile numero di opportunità.

Ecco quindi 3 semplici consigli per aiutarti a sfruttare queste fantastiche opportunità e a trovare lavoro nel periodo natalizio il prima possibile.

  1. Sfrutta le Tue Naturali Predisposizioni

La maggior parte dei lavori stagionali che si aprono nel periodo natalizio sono lavori che richiedono poca specializzazione – si tratta soprattutto di commessi, personal shopper, addetti all’impacchettamento dei regali, camerieri, addetti alla logistica.

Questo si riflette sui requisiti che le offerte di lavoro richiedono, requisiti che di solito sono generici e concentrati sugli aspetti personali dei candidati – come l’attenzione ai dettagli, la puntualità e la precisione, la barba bianca (ma questa solo per le posizioni di Babbo Natale!)

Significa che i potenziali concorrenti per questi posti di lavoro sono tantissimi – e la competizione è molto alta. Il primo consiglio che puoi sfruttare per riuscire a trovare con successo un lavoro a Natale è puntare sulle tue naturali predisposizioni.

Ma come?

Molto semplice: cerca lavoro nei settori che conosci meglio.

Un esempio pratico?

Se sei un grande conoscitore di tecnologia, non cercare di trovare lavoro in un negozio di profumi – dovresti studiare un settore in cui non ti sai muovere, con cui hai poca dimestichezza, e non è detto che tu riesca ad imparare tutto quello che ti serve sapere per poter svolgere al meglio questo lavoro. Per cui se anche mandi il tuo CV, ti passeranno davanti tutti quelli che hanno una conoscenza di quel settore più grande della tua.

Cerca piuttosto di rispondere a tutti gli annunci dei negozi di tecnologia, facendo proprio leva su questa tua personale passione: vedrai che il datore di lavoro sarà più propenso ad assumerti se capisce non deve spiegarti niente, perché maneggi la tecnologia al suo stesso livello se non meglio di lui.

E questo discorso vale per ogni settore, dai vestiti ai giochi, dai libri alla musica. Quindi concentrati sul settore di cui appassionato, e ricorda di mettere in risalto questa tua predisposizione.

  1. Trova Tutte le Offerte di Lavoro, Online e Offline

Una volta deciso il settore su cui vuoi concentrarti, devi cercare le offerte di lavoro.

A questo punto hai due modalità di ricerca che devi sfruttare per non perderti nessuna delle opportunità natalizie: la ricerca online e quella offline.

Per la ricerca online, ti vengono in aiuto i motori di ricerca di offerte di lavoro: sono dei motori di ricerca che raccolgono tutte le offerte di lavoro disponibili in rete e le riuniscono in un unico portale. Uno di questi è Jobbydoo.it.

Quindi basta un’unica ricerca, e ti rendi immediatamente conto delle possibilità lavorative che sono aperte – e bastano pochi click per candidarti a tutte le posizioni che ti interessano. Se vuoi iniziare subito a cercare il tuo prossimo lavoro, ecco le offerte che ha raccolto Jobbydoo per lavorare a Natale: https://www.jobbydoo.it/lavoro-natale

Ma non tutte le offerte finiscono online.

Le piccole attività potrebbero decidere di non rivolgersi alla rete pubblicando un annuncio di lavoro, ma di coprire le posizioni aperte rivolgendosi al mercato locale – il più delle volte pubblicizzando l’offerta di lavoro con un cartello sulle vetrine, oppure affidandosi al passaparola.

Per poter intercettare anche queste opportunità, non c’è altro modo che passare di porta in porta, di negozio in negozio, presentandoti con il CV e chiedendo se hanno bisogno di un aiuto per le festività. Meglio ancora se sono negozi di cui sei un cliente affezionato: se ti conoscono già, potrebbe essere ancora più facile che ti tengano in considerazione.

Ecco, adesso sai come cercare le offerte di lavoro e dove. Manca ancora il quando!

Ecco quindi l’ultimo consiglio…

  1. Inizia Adesso

Stai leggendo questo articolo e pensi che manca ancora un bel po’ di tempo a Natale, e che puoi aspettare ancora prima di cercare lavoro. Niente di più sbagliato!

Non farti ingannare: adesso è il momento giusto per iniziare a cercare. Infatti le aziende calcolano il tempo di inserimento dei nuovi assunti, in modo da poter fare affidamento su personale perfettamente integrato nel momento in cui inizierà il periodo più affollato. E quindi le ricerche per il periodo natalizio iniziano proprio adesso.

Un altro aspetto che ti deve spingere ad iniziare adesso la ricerca del lavoro è che il tempismo per questi lavori è fondamentale.

Visto che le necessità delle aziende sono urgenti e non possono aspettare, spesso chi risponde per primo alle offerte di lavoro è in grande vantaggio su tutti gli altri, quindi prima inizi e più possibilità hai.

Non perdere tempo e non posticipare: inizia adesso a cercare il tuo lavoro per questo Natale! Trovare Lavoro a Natale non è mai stato così semplice!

Quante ferie si maturano al mese? Ecco come fare il calcolo

Alcuni dei nostri lettori ci fatto una domanda alla quale, visti i continui cambi delle normative, non riescono a dare una risposta certa: Quante ferie si maturano al mese? E soprattutto come facciamo a calcolare le ferie maturate? Adesso proviamo a spiegarlo in modo semplice così potete fare il calcolo da soli.

Quante ferie si maturano al mese?

Innanzitutto occorre ricordare che le ferie annuali sono retribuite per legge. Queste maturano ogni anno in modo progressivo e proporzionale al lavoro effettuato.

Nessun datore di lavoro può decidere di privarvi di questo diritto che è sancito dalla costituzione. Infatti l’art. 36 stabilisce che ogni lavoratore ha diritto a godere di un periodo di ferie annuali. Queste sono inoltre irrinunciabili e devono essere retribuite.

Una ulteriore legge, quella del Decreto Legislativo n. 66 del 2003, stabilisce inoltre che le ferie annuali devono essere di almeno 4 settimane.

Le ferie a cui ha diritto ogni lavoratore maturano sin dal primo giorno di lavoro e anche durante il periodo di prova. Del resto le ferie possono essere frazionate e riconosciute in proporzione alla quantità di lavoro prestato.

Occorre ricordare, infine, che le ferie devono essere utilizzate entro l’anno di maturazione delle stesse.

Calcolo ferie maturate

Solitamente le ferie retribuite ammontano a 26 giorni per anno di lavoro effettivamente svolto. Tale diritto viene acquisito in modo progressivo. Se un dipendente ha diritto come, abbiamo detto, a 26 giorni di ferie l’anno per fare il calcolo basta sviluppare la seguente formula:

Calcolo ferie maturate

26 giorni di ferie / 12 mesi = 2,166 giorni di ferie maturati al mese.

Quindi le ferie che si maturano al mese sono pari a 2,166 giorni. Per un calcolo annuale occorre aggiungere al calcolo eventuali ferie residue rimaste dagli anni precedenti.

Adesso che sapete quante ferie maturano al mese, andate nella sezione viaggi e cercate la destinazione che vi piace di più. Ferie è sinonimo di vacanza, quindi buon viaggio!

Quali sono i lavori usuranti riconosciuti

Tra i molti lavori che si possono fare nella vita alcuni sono considerati lavori usuranti e vi rientrano tutti gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti. Per sapere quali sono i lavori usuranti riconosciuti basta leggere il nostro articolo.

Quali sono i lavori usuranti riconosciuti

Vi riportiamo la lista degli addetti alle attività lavorative riconosciute come usuranti che permettono di ottenere l’accesso alla pensione anticipata.

Fermo restando che il requisito di anzianità contributiva deve essere non inferiore a 35 anni, in aggiunta il lavoratore, che aspira ad ottenere la pensione anticipata, deve aver svolto uno dei lavori usuranti per un minimo di 7 anni negli ultimi 10 per le pensioni aventi decorrenza entro il 31 dicembre 2017.

In alternativa, se la pensione ha decorrenza dal 1 gennaio 2018, deve dimostrare di aver lavorato almeno metà della vita lavorativa i lavori usuranti.

Elenco lavori usuranti

In quanto usuranti, per tali lavori sono previste delle agevolazioni da parte dell’Inps. Vediamo l’elenco completo delle attività considerate faticose e pesanti.

1 – lavoratori impegnati nelle seguenti mansioni usuranti:

  • Lavori in galleria, cava o miniera
  • lavori in cassoni ad aria compressa
  • lavori svolti dai palombari
  • lavori ad alte temperature
  • lavorazione del vetro cavo
  • lavori espletati in spazi ristretti
  • lavori di asportazione dell’amianto

Questi lavori devono aver avuto carattere di continuità e non occasionali

2 – lavoratori notturni:

  • lavoratori a turni, che prestano la loro attività di notte per almeno 6 ore, tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per un minimo di 78 giorni lavorativi annui
  • lavoratori che prestano la loro attività per almeno 3 ore tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo.

3 – lavoratori addetti alla c.d. “linea catena”, ovvero i lavoratori impegnati all’interno di un processo produttivo in serie

4 – conducenti di veicoli pesanti adibiti a servizi pubblici di trasporto.

Pensione anticipata per lavori usuranti

Per richiedere la pensione anticipata per lavori usuranti, occorre andare sul sito dell’Inps, scaricare la domanda dal titolo “Domanda di riconoscimento dei benefici relativi allo svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti” e consegnare il tutto presso una sede INPS entro l’1 marzo dell’anno in cui sono maturati i requisiti minimi affinché venga riconosciuta la pensione anticipata.

Contributi minimi per andare in pensione

Molti ci chiedono di fare chiarezza su quali sono i contributi minimi per andare in pensione, ovvero quando si ha diritto a recepire l’agognata pensione di anzianità.

Contributi minimi per andare in pensione

Se vogliamo usare dei termini tecnici è possibile affermare che il diritto ad usufruire della pensione si ottiene al raggiungimento di una quota data dalla somma tra l’età anagrafica minima richiesta e almeno 35 anni di contributi.

E precisamente occorre avere:

  • 60 anni di età oltre 36 anni di contributi versati nel caso di lavoratori dipendenti
  • 61 anni di età oltre 36 di contributi versati nel caso di lavoratori autonomi

Nel calcolo dei contributi versati non è possibile includere la contribuzione figurativa per disoccupazione ordinaria e malattia.

Pensione minima

Nel caso di lavoratori i cui contributi minimi per andare in pensione risulti inferiore al livello minimo fissato per legge, allora è possibile richiedere la cosiddetta pensione minima.

La pesione minima o integrazione al minimo, viene riconosciuta al pensionato il cui reddito da pensione risulti inferiore al “minimo vitale” stabilito dalla legge.

La pensione minima di vecchiaia può essere erogata dal mese successivo a quello nel quale il contribuente ha compiuto l’età pensionabile, ovvero, nel caso in cui a tale data non risultino soddisfatti i previsti requisiti di anzianità assicurativa e contributiva.

L’importo della pensione minima varia ogni anno. Nel 2016 l’assegno mensile è stato pari a 501,89​ euro, per un totale di 6524,57 euro annui.

Chi percepisce pertanto assegni di pensione inferiori alla minima prevista dalla legge ogni anno può fare domanda di integrazione in modo da raggiungere il “minimo vitale”.