Commercio estero, crolla l’export extra Ue – 5,2%

Commercio estero

Secondo i recenti dati Istat le esportazioni verso i paesi extraeuropei hanno subito un pesante crollo, precisamente un calo del 5,2% su base annua. Questi dati riguardano tutti i principali settori del commercio estero ed in modo più netto nel campo dell’energia (-42,6%).

Commercio estero, export extra Ue – 5,2%

Da notare in particolare il calo delle vendite di beni verso la Russia (-0,9%), causato anche dal protrarsi della scellerata politica delle sanzioni, il tutto a grande vantaggio degli Stati Uniti che infatti registrano un incremento delle esportazioni che gli fa segnare un +11,3%.

Tra le poche note positive un aumento delle vendite di beni verso il Giappone (+9,5%), mentre i segni negativi nelle esportazioni sono pesantissimi nelle aree Mercosur (-28,2%), Opec (-21,6%), Turchia (-11%) e Asean (-8%).

Il calo delle vendite che si è registrato verso i paesi extra Ue risulta causato dalla riduzione delle esportazioni dei beni di consumo(-6,1%) e dai prodotti intermedi (-2,7%).

La situazione per le aziende esportatrici diventa pertanto sempre più insostenibile in quanto, ad una pressione fiscale che non ha eguali in nessuna parte del mondo, non vi è alcun supporto da parte dello stato nè in materia di agevolazioni fiscali nè in politiche di difesa e tutela dei prodotti realizzati in Italia.

Anzi, è proprio il governo italiano presieduto da Renzi, sulla falsa riga di quelli precedenti, a danneggiare le nostre aziende con una politica estera scellerata e senza alcuna strategia economico-politica.

Continuare il braccio di ferro con la Russia solo per fare un favore agli USA è uno sbaglio gravissimo che continua a danneggiare pesantemente la nostra economia.

E’ indispensabile ritornare ad avere una politica estera degna di tal nome capace di fare scelte totalmente opposte a qualle di questi ultimi anni.

Occorre smettere di guardare solo la Cina come possibile partner commerciale ed eliminare velocemente le sanzioni alla Russia, rinegoziare i parametri imposti dall’UE che stanno stritolando le nostre aziende e rivitalizzare queste ultime con una politica di rilancio da attuarsi a mezzo di riduzioni fiscali per coloro che continuano a produrre in Italia e contribuiscono a far crescere il nostro paese.

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