Il costo dell’acqua in Italia aumenta ancora

costo dell’acqua in Italia

Dalle recenti indagini di mercato appare chiaro che il costo dell’acqua in Italia aumenta ancora e le città più care risultano Grosseto e Siena. A Pordenone sono registrati aumenti del 110% mentre Isernia risulta la più economica.

A livello regionale, le tariffe più elevate si riscontrano nell’ordine in Toscana, Marche, Umbria, Emilia Romagna e Puglia. Sarà un caso ma l’acqua risulta decisamente più cara nelle regioni in cui storicamente governano giunte di sinistra.

Le città più care tra i capoluoghi di provincia si confermano anche in questo caso le toscane: Grosseto e Siena con €663 prendono il posto occupato nel 2014 da Firenze, seguono Livorno (€628), Pisa (€621), Carrara (609€). Dal lato opposto, tra le più economiche, Isernia si conferma come città meno cara ed a seguire troviamo Milano con i suoi €140.

Perché il costo dell’acqua aumenta

Dal primo gennaio di quest’anno è entrato in vigore un nuovo metodo tariffario idrico. Varato dal governo Renzi ed approvato dall’Autorità dell’energia, del gas e dell’acqua si sostiene che consentirà di “incentivare gli investimenti nel settore, favorire il miglioramento della qualità dei servizi, razionalizzare le gestioni e riconoscere in modo efficiente i costi per le sole opere effettivamente realizzate”.

A parte le solite chiacchiere per giustificare gli aumenti a raffica, cosa cambierà davvero per i consumatori?

Secondo le nuove regole i nuovi allacci delle utenze privata alla rete idrica, dovranno avvenire entro 10 giorni dalla richiesta o entro 5 giorni in caso di voltura. Nel caso in cui all’utente è stata tolta l’acqua per morosità, in caso di pagamento, la riattivazione della fornitura dovrà avvenire entro due giorni feriali.

In caso in cui il gestore del servizio idrico non rispettasse i tempi dovrà pagare un indennizzo di 30 euro a infrazione, pena che scatta in automatico e va accredita direttamente in bolletta.

Come sempre i propositi ed i proclami sembrano sempre positivi, ma andiamo a fare alcune brevi considerazioni.

Innanzitutto gli aumenti in bolletta dovrebbero obbligare le compagnie ad effettuare degli investimenti nella rete idrica nei prossimi 4 anni per circa 4,5 MLD Euro ovvero un aumento stimato di circa 10/15 euro l’anno a famiglia.

La frammentazione della rete idrica rende però difficile che le migliorie previste si possano realizzare, mentre gli aumenti sono già partiti. Inoltre un indennizzo di soli 30 euro in caso di infrazione della compagnia è una misura inutile ed inadeguata.

Primo perché le bollette sono incomprensibili ai più, basta inserire una nuova voce e i 30 euro sono sati riassorbiti, secondo perché i danni causati da un mancato allaccio sono decisamente superiori alla carità dei 30 euro.

La verità e che le nuove tariffe e la riforma recentemente effettuata sembra dettata dalle lobby piuttosto che da un confronto tra istituzioni e cittadini. Ma gli ultimi anni hanno dimostrato che le lobby sono parte integrante del governo Renzi, un esecutivo votato da nessuno. Banca Etruria docet.

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