Manipolazione delle masse, ecco come fanno a manipolarci!

Manipolazione delle masse

Da sempre governi e religioni hanno sempre studiato e migliorato le tecniche atte a manipolare le masse al fine di poterle controllare. Numerosi studiosi hanno scritto saggi e libri a tal proposito, alcuni dei quali senza alcuna logica, altri invece molto interessanti vengono spesso vengono seguiti o danno ispirazione a coloro che gestiscono la comunicazione verso le masse.

Noam Chomsky , grande conoscitore delle dinamiche sociali connesse alla manipolazione mediatica delle masse, ha raggruppato in 10 regole principali, le tecniche utilizzate per la manipolazione delle masse capaci di avere incisivi effetti sulla popolazione e quindi in grado di influenzarla pesantemente.

Manipolazione delle masse

Secondo Chomsky queste regole sono applicate sistematicamente per ottenere il controllo della maggioranza dei cittadini attraverso i mass media, stampa e televisione.

Regola 1: Distrazione di massa

Uno dei punti focali per raggiungere il controllo sociale è quello della distrazione di massa. A tal fine occorre distogliere l’attenzione delle masse dai problemi importanti inondando i mezzi di comunicazione di problemi secondari o creati artificialmente.

La strategia della distrazione è fondamentale per impedire ai cittadini di interessarsi delle cose importanti e determinanti per la società. Occorre sempre impegnare le masse in discussioni su argomenti marginali mentre loro possono modificare l’assetto dello stato e dell’economia muovendosi nell’ombra.

Regola 2: Creare il problema ed offrire la soluzione

Prima si crea artificiosamente un problema capace di creare un malcontento diffuso a cui le masse chiederanno risposte. In un secondo momento, coloro che hanno creato il problema, proporranno la soluzione che potrebbe risolverlo. In questo modo misure che proposte che in un contesto normale sarebbero state rifiutate, in un secondo momento vengono addirittura invocate dalla popolazione.

Facciamo un esempio: favorire l’immigrazione incontrollata in modo da creare tensioni sociali e violenze nelle città in modo che il popolo, pur di tornare ad avere maggiore sicurezza, rinunci ad alcune delle sue libertà.

Regola 3: La strategia della gradualità

Se oggi avete uno stipendio di 2000 euro e domani vi diranno che prenderete 1000 euro senza dubbio inizierete una protesta senza fine e con voi i vostri colleghi. Se però la riduzione è di soli 50 euro, magari sotto forma di imposte per risolvere uno dei tanti problemi che loro hanno creato, stingerete i denti e direte: speriamo che il prossimo anno le cose migliorino.

stringerete i denti anche se contemporaneamente salgono i costi di luce, acqua gas, benzina e quindi tutti i generi di prima necessità. Se tale manovra però si ripete per 5/6 anni il vostro stipendio si è di fatto dimezzato ma voi non avrete reagito in alcun modo. Farete la vostra protesta su Facebook ma in modo sterile e senza risultati tangibili.

Quindi per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, fino a raggiungere i loro obiettivi. Negli ultimi 20 anni il sistema sociale e quello previdenziale sono stati distrutti senza alcuna protesta concreta.

Regola 4: La strategia del rimandare

Uno dei modi più utilizzati per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “sanguinosa” se non si raggiungono dei risultati prefissati, ma “necessaria” per garantire un futuro migliore. In questo modo il popolo resta tranquillo, in quanto la misura draconiana non è immediata ma sarà necessaria ”solamente” se non si raggiungono i paletti prefissati (…impossibili da raggiungere) .

Inoltre le masse sono indotte a non preoccuparsi in quanto “stupidamente” continuano a sperare che “le cose miglioreranno” negli anni futuri e che quindi le misure paventate potrebbero essere evitate. In questo modo il popolo avrà il tempo di abituarsi all’idea ed accetterà con rassegnazione la nuova legge una volta applicata.

Regola 5: Parlare come ai bambini

Maggiore è la quantità di persone che si vogliono convincere, più semplice deve essere il modo di fare comunicazione.La maggior parte della pubblicità utilizza infatti una comunicazione molto infantile, come se lo spettatore fosse una persona di 12 anni.

Regola 6: Usare l’aspetto emozionale

Una delle tecniche più usate è quella di sfruttare l’emotività delle persone. Mediante l’uso di un tono emotivo o di immagini e storie create apposta è possibile impiantare idee, desideri o paure al fine di manipolare le masse.

Regola 7: Mantenere la gente nell’ignoranza

La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza creata dall’ignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare da parte delle inferiori. cit

Regola 8: convincere le masse che sia meglio essere mediocri

Far diventare una moda il il linguaggio volgare, vestirsi male ed essere poco educati è un modo utile a creare una massa uniforme da cui solo pochi riescono ad emergere. Le TV mediante programmi demenziali hanno lo scopo di fare questo. Più le masse accettano come una moda la mediocrità, maggiore è la possibilità di bloccare quei pochi che vogliono emergere da queste macerie culturali e sociali.

Regola 9: Rafforzare il senso di colpa

Creare nelle persone un senso di colpa che le induca a credere che la colpa di tutto è imputabile solo a loro o alla sfortuna che li perseguita. In questo modo invece di ribellarsi contro il sistema di potere, l’individuo si auto svaluta e diventa incapace di reagire e cercare giustizia.

Regola 10: Conoscere le masse meglio di loro stesse

I progressi della scienza hanno creato un divario tra le conoscenze in possesso delle masse e quelle in mano ai gruppi di potere. Mediante la neurobiologia e la psicologia applicata, il “sistema” ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia fisicamente che psichicamente. In questo modo possono manipolare le masse con una precisione quasi perfetta.

Conclusioni

La manipolazione mediatica delle masse tratta dalle 10 regole di Noam Chomsky , evidenzia come gli organi politici ed economici utilizzino queste regole per scopi personali e senza nessun interesse per il bene comune.

Anche se queste teorie sono state scritte circa 40 anni addietro, appare evidente che tali regole vengono tutt’oggi usate sia in attività di marketing e pubblicità da parte di privati, ma anche da molti responsabili alla comunicazione dei principali partiti politici.

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