Pensioni, ci fanno pagare per andare in pensione

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Non sanno davvero cosa inventarsi per recuperare soldi  e l’ultima proposta fatta dal presidente dell’Inps Tito Boeri, quella di far pagare chi vuole andare in pensione o perlomeno chi decide di anticipare di tre anni la fine del lavoro e godersi la pensione, rasenta i limiti della follia.

Prima che l’Italia fosse governata dai nuovi cervelloni, il prepensionamento era uno strumento in grado di garantire il ricambio generazionale ed inserire nel mondo del lavoro i giovani appena usciti da scuola. Oggi si rimane giovani anche a 40 anni ma spesso senza un euro di contributo versato!

Pagare per andare in pensione

Il governo Renzi sembra sempre più orientato in questa direzione. Il presidente dell’Inps Tito Boeri ha suggerito di ridurre l’assegno del 3% all’anno a tutti coloro che decidono di per anticipare di 3 anni la richiesta di pensione.

Una sorta di tassa occulta imposta a chi vuole dare spazio ai giovani. Questo sicuramente inciderà,  non poco, sulla decisione di anticipare la fine del periodo lavorativo, creando una una situazione paradossale che tiene sul posto di lavoro persone anziane e stanche ementre lascia per strada i giovani con tante energie e voglia di lavorare.

In questo momento di blocco delle assunzioni, di quelle vere, occorrono strumenti nuovi e risposte concrete per evitare che i giovani abbandonino il nostro paese o, nel peggiore dei casi, finiscano nelle grinfie della malavita organizzata che con il passar del tempo ha sempre carne fresca da inserire nelle sue file.

Ma questo era il modo di fare dei nostri nonni, adesso a guidare il paese ci sono i giovani… figli di papa!

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