Perché sogniamo? Scopriamolo insieme

Perché sogniamo

Il cervello umano è composto da una piccola palla di misteriosa materia grigia di cui i ricercatori stanno ancora cercando di capire perché e come funziona. Dopo tanti anni di studi non sono ancora sicuri del perché sogniamo.

Perché sogniamo?

Sono passati 50 anni da quando si è scoperto che i sogni, intesi come visioni, accadono durante le fasi di sonno in cui si ha un rapido movimento degli occhi. Da questo nacque il termine R.E.M. (Rapid eye movement).

Sappiamo pertanto che il nostro sogno è di solito più intenso e facile da ricordarsi durante la fase REM.

La questione se i sogni hanno in realtà una funzione fisiologica, biologica o psicologica ha ancora una risposta. Ma questo non ha fermato gli scienziati che hanno formulato diverse teorie a tal proposito.

I sogni lavorano

Una tesi afferma che i sogni lavorano, mano nella mano, per aiutare il cervello ad ordinare attraverso i fatti accaduti. Il cervello durante il giorno raccoglie milioni di input senza alcun ordine.

Alcuni sono dettagli sensoriali minori, come il colore di una macchina di passaggio, mentre altri sono molto più complessi, come la lettura di questo articolo. Durante il sonno, il cervello lavora per arare attraverso tutte queste informazioni e decidere cosa immagazzinare e cosa dimenticare.

Non è solo un salto nel buio però. Gli studi indicano che, così come impariamo nuove cose durante il giorno, proporzionalmente i sogni aumentano mentre dormiamo. I partecipanti ad un test che frequentantavano un corso di lingua hanno mostrato una maggiore attività nei sogni rispetto a coloro che conducevano una vita mentale meno impegnata.

Alla luce di questi studi, si conferma la tesi secondo la quale noi usiamo i sogni per ordinare e convertire i ricordi a breve termine in ricordi a lungo termine.

I sogni riflettono emozioni

Secondo un’altra teoria i sogni, di solito, riflettono le nostre emozioni. Durante il giorno, il nostro cervello lavora duramente per raccordare emozioni e funzioni. Quando si deve affrontare qualcosa di molto impegnativo, come un problema di matematica, il cervello risulta incredibilmente concentrato su quella cosa. Identica cosa se stiamo facendo un lavoro che richiede abilità manuali ed attenzione.

Se ad esempio dobbiamo fare il taglio di un pezzo di legno, in quel momento è impegnato a realizzare i giusti collegamenti per consentire alle mani di lavorare in simbiosi con le sega. Se ci distraiamo potremmo tagliarci una mano.

Alcuni ricercatori sostengono che durante la notte tutto rallenta. Infatti durante il sonno non siamo tenuti a concentrarci su qualcosa. per questo motivo il cervello effettua connessioni molto sciolte.

E’ durante il sonno che le emozioni della giornata tornano vive nel sogno. Se si pesa qualcosa molto intensamente durante il giorno, è probabile sognare qualcosa connessa ad essa. Per esempio, se siete preoccupati di perdere il lavoro, potreste sognare di vagare senza meta attraverso un grande deserto. La preoccupazione della vita reale si trasforma in un incubo durante il sonno.

Una casualità

C’è anche una teoria, sicuramente la meno intrigante del gruppo, che i sogni non servono in realtà alcuna funzione. Secondo alcuni sono solo un sottoprodotto inutile del cervello che si attiva mentre si dorme.

Sappiamo che la parte posteriore del nostro cervello è molto attiva durante la fase REM, che coincide con le fasi in cui capitano i sogni. Alcuni pensano che il cervello elabori in modo casuale delle circostanza che poi diventano sogni.

In verità, fino a quando il cervello resterà un mistero, probabilmente non saremo in grado di individuare con assoluta certezza il motivo per cui sogniamo.

Se vi chiedete perché sogniamo una persona, perché sogniamo gli experché sogniamo i morti, sappiate che ancora è tutto un mistero!

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