Scie chimiche, cosa sono: bufala o complotto?

Scie chimiche

Scie chimiche, cosa sono?

Uno degli argomenti scientifici che spesso torna di moda è quello relativo alle scie chimiche. Su tale argomento esistono due posizioni ben distinte e opposte: da una parte quelli che ritengono le scie chimiche un complotto creato per alterare e controllare il clima terrestre, dall’altra coloro gli oppositori affermano che sia una bufala.

Questa che viene definita “teoria del complotto delle scie chimiche” è iniziata circa 20 anni addietro, quando nel 1996, l’aeronautica militare degli Stati Uniti venne accusata di spruzzare sostanze chimiche nell’aria dannose per la popolazione civile. Naturalmente l’aeronautica si difese ma il dibattito non è mai finito.

Chi pensa sia un complotto

Tra coloro che fanno parte di questa fazione troviamo Cristiano Di Paolantonio il quale ha attivato a Pordenone un presidio, chiamato “Stop Scie Chimiche”, con lo scopo di denunciare all’opinione pubblica il più grande complotto in atto ai danni dell’umanità, che lui definisce geo-ingegneria, in parole povere il tentativo di modificare il clima al fine di poterlo controllare.

In una intervista fatta per vvox.it ha spiegato come agiscono per modificare il clima. Usando aerei di compagnie in crisi o low cost, soprattutto durante il periodo di semina, creano shock termici in modo da ridurre la temperatura nelle ore notturne al fine di danneggiare le colture. Invece durante i periodi dei raccolti creano le cosiddette “bombe d’acqua” per danneggiare i raccolti stessi.

L’obiettivo è chiaro: avere il controllo totale del pianeta e farci gradualmente controllare dalle potenti corporation come la Monsanto. Inoltre indebolendo l’economia riducono la possibilità di ribellione delle masse costrette a paghe sempre più da paesi del terzo mondo. Anche dalla guerra climatica passa il controllo dell’economia del mondo e quindi delle masse da parte dei poteri forti.

Chi pensa sia una bufala

Nel corso degli anni, enti governativi americani e ad alcune parti della comunità scientifica, hanno ripetutamente dichiarato l’assoluta inconsistenza e incoerenza scientifica di queste teorie che in tutto il mondo si stanno sempre più rafforzando.

Anche in Italia alcuni dei governi si sono difesi da alcuni attacchi avvenuti durante delle interrogazioni parlamentari. Esperti di meteorologia, riviste e programmi di vario genere affermano che tali la teorie sono solamente “una bufala”.

Secondo gli scienziati le scie che i sostenitori della teoria definiscono “chimiche”, sono normali scie di condensazione che al passaggio degli aerei si allargano creando ampie formazioni. Sono costituite da prodotti di condensazione e successiva solidificazione del vapore acqueo.

Dati oggettivi

Lasciano per un attimo i discorsi di parte, occorre però capire come mai esiste tutta questa preoccupazione per le scie chimiche. Al di là della possibilità di controllare il destino del mondo in un futuro da definire, nell’immediato il fatto che aerei possano rilasciare sostanze chimiche nocive è senza dubbio preoccupante.

Ricercatori indipendenti ed anche singoli cittadini hanno effettuato delle analisi chimiche del terreno e nelle acque delle zone dove si presume che aerei abbiamo rilasciato scie chimiche. Le analisi hanno fornito dati allarmanti in quanto confermano la presenza in alte quantità di sostanze chimiche come sali di bario, ossido di alluminio, magnesio, torio, quarzo e potassio.

Fra le sostanze ritrovate preoccupante il fatto della presenza anche di titanio, bromuro e batteri che si trovano negli alti strati dell’atmosfera e che, una volta a terra, possono sconvolgere l’ecosistema del pianeta con danni inimmaginabili alla natura e quindi al genere umano.

Le conseguenze sulla salute umana possono essere davvero gravi e dare vita a diverse patologie oltre che aggravare quelle già esistenti. Il corpo umano non è in grado di assorbire e rilasciare tutte queste micro particelle che vengono rilasciate nell’aria e che respiriamo, anche perché un’altra parte finisce per contaminare i terreni e quindi i cibi che mangiamo.

Occorre maggiore responsabilizzazione, soprattutto da parte di coloro che a tutti i livelli istituzionali ci rappresentano per chiarire il problema e fare tutto il possibile per aiutare il nostro pianeta a guarire!

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