UE: regalo alle multinazionali del settore alimentare
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UE regalo alle multinazionali del settore alimentare

Con la scusa della lotta agli sprechi di alimenti, l’UE ha adottato un regolamento ( il 625/2017) che ridefiniscine le modalità di controllo ufficiale da parte degli agenti di polizia giudiziaria lungo la filiera agroalimentare.

Regalo alle multinazionali del settore alimentare

Quella che viene venduta dall’Unione come un’opportunità di migliorare, sotto il profilo delle risorse, l’efficienza della filiera alimentare, è in realtà un enorme regalo alle multinazionali del settore alimentare che avranno la possibilità di immettere nella filiera agroalimentare prodotti scaduti senza reali conseguenze penali.

Distribuzione di alimenti scaduti

Se fino ad ora distribuire o vendere cibo scaduto era reato, punibile con la denuncia in Procura della Repubblica, l’arresto, una sanzione pecuniaria fino a 60 mila euro per il reato di frodi tossiche e la sospensione dell’attività, ai sensi del Decreto Legislativo 283 del 1962, adesso diventa legale.

Tutto questo è reso possibile dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo 27 del 2 febbraio 2021 e pubblicato in Gazzetta ufficiale l’11 Marzo scorso. Il Decreto, adegua la normativa nazionale a un regolamento dell’Unione europea, il 625/2017. Il regolamento però, nel suo testo originario, non prevedeva l’abrogazione dell’articolo 5 del Decreto Legislativo 283 del 1962.

Tale abrogazione  non era presente nella bozza di decreto trasmessa dal governo Conte al Parlamento per il parere, prima dell’approvazione definitiva.

Da tale anomalia si evince come, all’interno del parlamento, molti dis-onorevoli si interessino maggiormente di tutelare le finanze dei grossi colossi della distribuzione alimentare piuttosto che la salute dei cittadini.

Salute per la quale, a sentir loro, ci tengono rinchiusi in casa da oltre un anno!

Il neo ministro del movimento 5 stelle, Stefano Patuanelli, solo due giorni prima della pubblicazione del decreto, il 9 Marzo 2021, illustrando il programma del governo Draghi alla Commissione Agricoltura del Senato, si impegnava a rivedere le sanzioni  prevedendo una riforma del quadro penale dei reati.

Proteste e rettifica

Solo dopo le proteste di alcuni personaggi, tra cui il magistrato Vincenzo Pacileo, procuratore aggiunto di Torino per la tutela del consumatore, si è corso ai ripari.

Nel successivo consiglio dei ministri è stato approvato un decreto legge che reintroduce le norme penali della legge Alimenti del ‘62 che erano state scandalosamente abrogate.

Resta da capire quali sono i parlamentari della maggioranza che hanno tentato, in modo subdolo, di favorire le multinazionali del settore alimentare a discapito dei cittadini. Il tutto utilizzando una delle tante dannose legge promulagate dall’UE.

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